Cosa vedere in Kenya

Il Kenya è il paese che ha inventato l’idea stessa di safari, e ancora oggi mette in fila alcuni dei nomi più evocativi dell’Africa: il Masai Mara, gli elefanti di Amboseli sotto il Kilimanjaro, i fenicotteri della Rift Valley. Ma è anche un paese di contrasti utili al viaggiatore — savana e oceano Indiano, riserve affollate e conservancy private quasi deserte — e questo permette di costruire itinerari molto diversi a seconda di cosa si cerca. Questa guida raccoglie i luoghi che meritano il centro di un viaggio in Kenya e quelli da aggiungere come deviazione, con indicazioni concrete su quando andarci, quanto tempo dedicare e per chi ciascuna meta è meno adatta. Non per elencare tutto, ma per aiutarti a scegliere il Kenya giusto per te.

Riserva Nazionale del Masai Mara

Kandili Camp — foto galleria 3
Vedute dall'alto dell'immenso Masai Mara

La riserva più famosa del Kenya, estensione settentrionale del Serengeti, fatta di praterie ondulate dove vivono leoni, ghepardi, elefanti e grandi mandrie. Da luglio a ottobre vi arriva la grande migrazione di gnu e zebre, con gli attraversamenti del fiume Mara.

DoveSud-ovest del Kenya, al confine con la Tanzania.
Come arrivareVolo di circa un'ora da Nairobi alle piste del Mara, oppure via strada in cinque-sei ore.
Quanto tempoTre notti; quattro in alta stagione per aumentare le occasioni di vedere un attraversamento.
Periodo miglioreDa luglio a ottobre per la migrazione; da gennaio a febbraio per cieli limpidi e buona presenza di predatori.
Da evitareLe piogge lunghe (aprile-maggio), quando alcune piste diventano fangose e diversi campi chiudono.

Perché vale

Concentra in poco spazio densità di predatori e scenari aperti ideali per gli avvistamenti; nelle conservancy private attorno alla riserva i veicoli sono pochi e si possono fare safari a piedi e notturni. È anche il cuore della cultura maasai.

Da sapere prima di andarci

Chi cerca solitudine assoluta in alta stagione: la riserva pubblica può affollarsi di veicoli attorno agli avvistamenti.

Parco Nazionale di Amboseli

Elefanti nella savana dell'Amboseli, Kenya
Elefanti davanti ad una pozza d'acqua, ad Amboseli.

Un parco di pianure e paludi alimentate dal Kilimanjaro, celebre per le grandi mandrie di elefanti e per la vista sulla montagna più alta d'Africa, appena oltre il confine tanzaniano.

DoveSud del Kenya, al confine con la Tanzania.
Come arrivareVolo da Nairobi (circa 45 minuti) o strada in quattro ore.
Quanto tempoDue notti.
Periodo miglioreDa giugno a ottobre e da gennaio a febbraio, stagioni secche, con la montagna più spesso visibile al mattino presto.
Da evitareLe piogge lunghe (aprile-maggio), quando il Kilimanjaro resta spesso coperto e le paludi si allargano.

Perché vale

È il luogo per eccellenza dove osservare gli elefanti con il Kilimanjaro sullo sfondo; gli avvistamenti sono facili grazie agli spazi aperti e si abbina bene al Mara o alla costa.

Da sapere prima di andarci

Chi vuole grande varietà di predatori: qui il protagonista è l'elefante, i grandi felini sono meno frequenti.

Lago Nakuru e i laghi della Rift Valley

Little Chem Chem — sezione atmosphere
Fenicotteri rosa lungo le rive del lago Nakuru.

Una serie di laghi nella Rift Valley; il Nakuru, parco recintato, è noto per i fenicotteri (quando le condizioni dell'acqua li attirano) e per essere uno dei posti migliori del Kenya per vedere i rinoceronti, bianchi e neri.

DoveKenya centrale, nella Great Rift Valley.
Come arrivareStrada da Nairobi in due-tre ore; spesso inserito come sosta verso il Masai Mara.
Quanto tempoUna-due notti.
Periodo miglioreStagioni secche (giugno-ottobre, gennaio-febbraio) per le piste; la presenza dei fenicotteri varia di anno in anno.
Da evitareNessun periodo proibitivo; nei mesi piovosi le strade interne possono essere più difficili.

Perché vale

Permette di osservare rinoceronti con relativa facilità e offre paesaggi diversi dalla savana classica, a poche ore da Nairobi; tappa comoda in un itinerario verso il Mara.

Da sapere prima di andarci

Chi dà per scontati i fenicotteri: la loro presenza non è garantita e dipende dalle condizioni del lago.

Laikipia

Ol Pejeta Safari Cottages — foto galleria 6
Un rinoceronte nero pascola negli altopiani di Laikipia.

Un altopiano a nord del monte Kenya fatto di grandi conservancy private e ranch, dove la conservazione è gestita insieme alle comunità. Ospita rinoceronti, predatori e specie rare come il licaone.

DoveKenya centrale, a nord del monte Kenya.
Come arrivareVolo da Nairobi (circa un'ora) verso le piste delle conservancy.
Quanto tempoDue-tre notti.
Periodo miglioreStagioni secche, da giugno a ottobre e da gennaio a febbraio.
Da evitareLe piogge lunghe (aprile-maggio).

Perché vale

È il Kenya esclusivo e poco affollato: poche strutture, safari a piedi, a cavallo e notturni, progetti di conservazione visitabili. Alternativa al Mara per chi cerca privacy e attività diverse dal solo game drive.

Da sapere prima di andarci

Chi viaggia con un budget contenuto: le conservancy private sono tra le opzioni più costose del paese.

Tsavo (Est e Ovest)

Elefanti nello Tsavo, veduta aerea

Uno dei più vasti complessi protetti del Kenya, diviso in Tsavo Est e Tsavo Ovest. Ambienti selvaggi e poco frequentati, famosi per gli elefanti tinti di rosso dalla terra e per le sorgenti di Mzima.

DoveSud-est del Kenya, tra Nairobi e Mombasa.
Come arrivareStrada o treno sulla linea Nairobi–Mombasa, oppure voli verso le piste interne.
Quanto tempoDue notti.
Periodo miglioreDa giugno a ottobre e da gennaio a febbraio, stagioni secche.
Da evitareLe piogge (aprile-maggio e novembre), quando la vegetazione fitta rende più difficili gli avvistamenti.

Perché vale

Offre spazi enormi e atmosfera di wilderness lontano dalla folla, a metà strada tra Nairobi e la costa: tappa naturale per chi unisce safari e mare.

Da sapere prima di andarci

Chi è alla prima esperienza e vuole avvistamenti rapidi: la vastità dello Tsavo richiede più tempo e pazienza.

La costa: Diani e Watamu

Hemingways Watamu — foto galleria 4
Watamu sull'oceano Indiano.

La fascia costiera del Kenya sull'oceano Indiano, fatta di spiagge bianche, barriere coralline e cultura swahili. Diani, a sud di Mombasa, e Watamu, più a nord, sono i due poli principali.

DoveCosta sud-orientale del Kenya, sull'oceano Indiano.
Come arrivareVolo su Mombasa o Malindi, poi trasferimento; Diani ha anche un proprio aeroporto.
Quanto tempoTre-quattro notti per godersi il mare dopo il safari.
Periodo miglioreDa dicembre a marzo, caldo e asciutto; buona anche la finestra di luglio-ottobre.
Da evitareLe piogge lunghe (aprile-giugno), quando alghe e umidità aumentano e molte strutture rallentano.

Perché vale

È il complemento naturale del safari: qualche giorno di mare, snorkeling e cucina swahili dopo i parchi. Le acque calde e i reef la rendono adatta anche alle famiglie.

Da sapere prima di andarci

Chi cerca movida e vita notturna intensa: la costa keniana è orientata al relax e alla natura.

Altri luoghi che meritano una sosta

  • Samburu National Reserve — Nel nord arido, ospita specie che non si vedono altrove: zebra di Grévy, giraffa reticolata, gerenuk. Paesaggi e cultura diversi dal sud.
  • Lago Naivasha — Lago d'acqua dolce nella Rift Valley, con gite in barca e passeggiate tra gli animali a Crescent Island. Base tranquilla vicino a Nairobi.
  • Parco Nazionale di Nairobi — Savana con rinoceronti a pochi minuti dalla città; vicino l'orfanotrofio degli elefanti Sheldrick e il Giraffe Centre.
  • Monte Kenya — La seconda vetta d'Africa, con trekking di più giorni tra foreste, lobelie giganti e ghiacciai in ritirata. Per chi ama la montagna.
  • Lamu — Antica città swahili patrimonio UNESCO, senza auto, fatta di vicoli, dhow e architettura in corallo. Tappa culturale sull'estremo nord della costa.
  • Lago Bogoria — Lago salato con geyser e sorgenti calde, spesso affollato di fenicotteri quando il Nakuru non li trattiene.
  • Hell's Gate National Park — Una delle poche aree del Kenya visitabili in bici e a piedi, tra gole e formazioni rocciose.

Alexander Miric

Scritto da

Alexander Miric

Nomade per vocazione, africano per scelta. Nato in Italia, arrivato in Congo a un mese di vita, percorre l’Africa da oltre cinquant’anni. Nel 1992 fonda Destinazione Africa. È il consulente che chiamano le produzioni documentaristiche quando hanno bisogno di sapere dove andare davvero.

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