Non tutti i paesi sono intercambiabili.
Chi ci chiama la prima volta di solito ha già in mente un nome — Kenya, Tanzania, Sudafrica — sentito da un amico o visto in un documentario. Va benissimo come punto di partenza, ma nove volte su dieci la conversazione finisce altrove.
Non perché quel paese sia sbagliato. Perché la domanda giusta non è "dove si vedono gli animali": si vedono ovunque. È quanto vuoi guidare, se puoi prendere la profilassi, in che mese hai le ferie, se è la prima volta o la quinta, e quanto sei disposto a spendere per stare da solo.
Qui sotto trovi le cinque domande che facciamo noi, e le risposte che diamo davvero.
PRIMA DOMANDA
È il primo safari o ne hai già fatti?
Il primo safari ha bisogno di densità: tanti animali, in poco tempo, con margine d'errore basso. Il quinto ha bisogno del contrario — spazio, silenzio, e la libertà di non vedere niente per mezza giornata senza che il viaggio sia rovinato.
Per il primo safari consigliamo Kenya, Tanzania e Sudafrica. Il Masai Mara e il Serengeti concentrano una quantità di fauna che non ha eguali, sono serviti bene, e se una giornata va male ce n'è un'altra. Il Sudafrica aggiunge il vantaggio di potersi combinare con Città del Capo e la costa, quindi non è solo safari.
Dal secondo in poi si apre il Botswana, lo Zambia, lo Zimbabwe. Qui si cammina, si va in canoa, si dorme in campi da otto persone, e si può passare un pomeriggio senza incrociare un altro veicolo. Costano di più e perdonano meno: se è la prima volta, il rischio è pagare tanto per un'esperienza che non hai ancora gli strumenti per apprezzare.
Da evitare come primo viaggio: Zimbabwe e Zambia occidentale. Non perché siano pericolosi, ma perché l'infrastruttura è artigianale — pochi voli interni, trasferimenti lunghi, poche strutture — e va saputa gestire.
SECONDA DOMANDA
Puoi prendere la profilassi antimalarica?
È la domanda che cambia più cose, e quasi nessuno la fa per primo.
Se ci sono bambini piccoli, una gravidanza, una terapia in corso o semplicemente non te la senti, il campo si restringe — ma non si chiude.
Aree senza malaria dove si vedono i Big Five: l'Eastern Cape e il Waterberg in Sudafrica, Madikwe al confine col Botswana, il Kalahari. Sono riserve private, spesso recintate: la fauna c'è, la sensazione di sconfinato meno. È un compromesso onesto, e per molte famiglie è il compromesso giusto.
Aree dove la profilassi serve: praticamente tutto il resto del safari classico — Kenya, Tanzania, Botswana del nord, Zambia, Zimbabwe, Uganda.
Sulla profilassi non diamo indicazioni: è una cosa da decidere col proprio medico. Quello che possiamo fare noi è dirti in anticipo quali aree la richiedono e quali no, così arrivi a quella conversazione sapendo cosa chiedere — e prima di aver prenotato, non dopo.
TERZA DOMANDA
Vuoi guidare tu o farti portare?
Ci sono due modi di fare l'Africa, e non è una questione di budget: è una questione di carattere.
Autonoleggio: Namibia e Sudafrica. Strade buone o buone piste, cartelli, distributori, e la libertà di fermarti dove vuoi. In Namibia si fanno anche trecento chilometri di ghiaia tra una tappa e l'altra e la giornata è il viaggio, non solo lo spostamento. È la formula che consigliamo a chi odia i gruppi e ama decidere la mattina.
Voli leggeri e campi: Botswana, Zambia, Serengeti. Ci si sposta con aerei da sei posti tra piste di terra, e tra un campo e l'altro non si guida mai. Costa di più ma raddoppia il tempo passato con gli animali invece che al volante.
Auto con autista: Kenya, Tanzania, Uganda. Via di mezzo: non guidi, ma vedi il paese scorrere dal finestrino e paghi molto meno dei voli.
Se non hai mai guidato a sinistra e l'idea ti mette ansia, dillo subito. Non è un problema — è un criterio di scelta.
QUARTA DOMANDA
In che mese puoi partire?
Questa è la domanda che ribalta più spesso il piano iniziale, perché mezza Africa australe cambia faccia due volte l'anno.
Da giugno a ottobre funziona quasi tutto: è la stagione secca, gli animali si concentrano sull'acqua, i campi sono aperti. È anche l'alta stagione, con i prezzi che ne conseguono.
Luglio e agosto, quando hanno le ferie quasi tutti, sono i mesi dei guadi della migrazione tra Serengeti e Masai Mara. Bellissimi, ma è il periodo più affollato e più caro dell'anno.
Da dicembre a marzo molti campi di Zambia e Zimbabwe chiudono, ma si aprono cose che negli altri mesi non esistono: il Kalahari verde, le distese di sale del Makgadikgadi che richiamano zebre e fenicotteri, il Serengeti meridionale dove nascono i piccoli.
Aprile e maggio sono i mesi che consigliamo a chi può scegliere: prezzi bassi, paesaggi ancora verdi, pochissima gente. Il rischio pioggia c'è, ma si concentra in acquazzoni brevi.
Se le tue date sono fisse — e per la maggior parte delle persone lo sono — è da lì che si parte, non dal paese.
QUINTA DOMANDA
Viaggi con bambini?
L'età cambia il paese. Sotto i sei anni restiamo sulle aree senza malaria del Sudafrica; dai sei in su si apre il Kenya; con gli adolescenti si può guardare anche al Botswana e alle esperienze a piedi, che di solito sono la parte che ricordano di più.
Una cosa che diciamo controcorrente: con i bambini funziona meglio muoversi meno.
Tre lodge in dieci giorni, non sei.
Il resto — quali strutture, come si organizza una giornata, cosa cambia davvero — sta nella pagina dedicata.
ADESSO TOCCA A TE
Rispondi anche tu.
Le cinque domande qui sopra le facciamo a tutti.
Rispondi anche tu, e ti diciamo da dove partiremmo noi con te.
