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GENNAIO
Anno Nuovo Amazigh, Nord Africa
Dove: Regione del Maghreb, Africa del Nord
Quando: 12 gennaio (ogni anno)
Il 12 gennaio, il popolo Amazigh del Nord Africa celebra il loro Capodanno. I festeggiamenti sono strettamente famigliari e includono dei piatti specifici. Cuscus con pollo è il piatto predominante, che incarna tutto il simbolismo dell'evento. Le famiglie comprano dei polli maschi, preferibilmente alimentati con mais e gli tagliano la gola con una pratica ancestrale, risalente a secoli prima. Secondo i ricercatori, il 12 gennaio corrisponde alla fine del conflitto armato tra gli Imazighen ed i faraoni egiziani.
Gli Imazighen avevano allora il loro antico calendario sulla base delle stagioni, i vari cicli della vegetazione e la posizione dei corpi celesti come la Luna e il Sole. Con l'arrivo dei Romani, il calendario giuliano è venuto a sostituire quello locale, che non poteva più tenere il passo con le nuove stagioni a causa di innovazioni agricole. Secondo gli storici, il 12 gennaio del calendario giuliano (istituito nel 45 a.C. dall'imperatore Giulio Cesare) corrisponde al 1° gennaio sull'attuale calendario gregoriano (istituito da Papa Gregorio XIII nel 1582).
Considerando quanto radicata è la celebrazione tra le persone, le Autorità algerine sono molto vicino al riconoscimento legale del Capodanno Amazigh come un giorno festivo, sotto la pressione di associazioni culturali che lavorano per restituire l'identità culturale. Tale riconoscimento è parte dei negoziati, attualmente in corso, tra il Movimento popolare per Arouch (le tribù Kabylian) ed il Governo. Nella regione di Kabylia, le scuole e le università non attendono la decisione ufficiale per chiudere per un giorno.
La celebrazione giunge alla fine della stagione della semina, celebrando l'evento per cercare la benedizione per un buon raccolto nel futuro. Il ricco e abbondante pranzo di diversi piatti riunisce tutti i membri della famiglia, in un giorno di ottimismo, per augurarsi che il nuovo anno sia di prosperità, abbondanza e opulenza. In questa occasione, tutti si siedono attorno ad un pasto tradizionale di cuscus, condito con olio d'oliva e pieno di pezzetti di pollo.
Per alcuni Amazigh, è fondamentale non mangiare cibi piccanti o amari, perché non siano questi i sapori dell'anno che viene. Il pasto Yennayer è influenzato dalle colture della regione e dei mezzi materiali della famiglia. Tuttavia, il cibo servito deve simboleggiare ricchezza, fertilità e abbondanza. Un esempio di piatti include irecman (purè di mais e fagioli) e noccioli di palma.
Timkat
E’ la festività più importante del calendario ortodosso-etiope celebrata il dal 15 al 26 Gennaio, dodici giorni dopo la festa della Ghenna, il Natale che corrisponde alla nostra Epifania. Un momento di grande intensità emotiva potrete vivere da vicino.
Fu un punto di contatto tra diverse genti. In Etiopia si incontrarono popolazioni dell'area mediterranea, della penisola Arabica e dell'Africa Nera. Genti che hanno fuso culture ed etnie profondamente diverse: sudanesi provenienti dalle pianure; gli Agaw, abitanti degli altopiani; gli Habash, da cui discende il termine Abissinia, provenienti dall'Arabia, andarono a costituire il tessuto sociale della zona. Il sovrano dell'Impero era il "re dei re" ovvero il Negus Neghesti discendente dalla stirpe regale di Menelik, figlio di Salomone e della Regina di Saba.
Su questo mito o leggenda o verità si è fondato per millenni il potere e l'orgoglio della dinastia più longeva della terra che ha retto l'Impero etiopico fino al XX secolo quando il Negus Hailè Selassiè, diretto discendente di Menelik e 225-esimo della sua stirpe, fu l'ultimo Negus.
QUANDO LA STORIA SI CONFONDE CON LA LEGGENDA…
Si racconta che Saba regina di Axum volle conoscere di persona il re Salomone e mettere alla prova la sua saggezza e proverbiale sapienza. Di questo viaggio vi è segno nel Talmud, nel Corano, nella Bibbia (Antico Testamento) e naturalmente nel Kebra Nagast che è il Libro fondamentale della storia dell'Impero degli Altopiani, realizzato in Etiopia nel XIV secolo e tramandato fino ai giorni nostri sotto la vigile sorveglianza del clero locale che ne cura la conservazione dei manoscritti originali. La storia dice che la Regina, venuta a Gerusalemme, per sottoporre enigmi al Re, se ne invaghì tanto da dare al sovrano un figlio a cui fu dato il nome di Menelik che significa "Figlio dell'uomo saggio" e che portava nella stirpe le tracce di una volontà divina come quella del popolo di Israele. La discendenza Salomonica fa degli Etiopi un popolo eletto e Menelik fece proprio il simbolo ebraico del Leone di Giuda che elevò a vessillo del suo Regno.Una volta adulto, volle a sua volta visitare Israele e conoscere Salomone: quando era sul punto di ritornare ad Axum, gli fu affidata o trafugò dal Tempio di Gerusalemme, l'Arca dell'Alleanza. La leggenda dice che l'Arca dell'Alleanza non giunse subito ad Axum, ma impiegò diversi anni se non secoli peregrinando tra l'Egitto e il Sudan prima di giungere in Etiopia, dove ancora oggi sarebbe conservata in una piccola e segreta cappella. Molti ritengono che questo cimelio sacro sia nel Tigray presso Lalibela. Il centro di Lalibela divenne importante dopo l'abbandono di Axum a causa della pressione mussulmana: fu quindi capitale tra il XII ed il XIII secolo e i Re che vi trovarono dimora la completarono con ben undici chiese rupestri.
LA FESTA DEL TIMKAT
Il Timkat è l'Epifania copta. Ricorda il Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano e serve a rinsaldare i vincoli del battesimo di ogni etiope. Si tratta della ricorrenza più sacra del calendario copto. I preparativi sono lunghi: la festa inizia la sera della vigilia e continua per tutta la notte in cui si susseguono interminabili processioni con canti e suoni fino all'alba. Durante la processione vengono portate ed esposte le tavolette lignee realizzate ad immagine di quelle dell'Arca dell'Alleanza, le Tabot. Queste vengono traslate dal Maqdas che è la parte più segreta del Santuario, alle tende bianche montate sui bordi di qualsiasi luogo d'acqua sia esso fiume, lago, pozza, etc. per la cerimonia del Battesimo. Nel momento in cui il primo raggio di sole si affaccia dalle cime delle montagne ed illumina l'acqua di un pozzo a forma di croce, l'Abuma di Lalibela immerge una croce nell'acqua e vi spegne una candela consacrata. L'acqua così è santificata e lo stesso gesto si ripete davanti ad ogni chiesa dell'altopiano. Dopo la santificazione l'Abuma spruzza l'acqua sui fedeli. La tensione generale si allenta e i Diaconi gridano la loro gioia mentre i fedeli si bagnano e rinnovano le promesse del battesimo. Finito il rito, le Tabot, sempre portate sulla testa dai monaci e sempre celate da pesanti broccati, vengono fatte rientrare nei Maqdas. La festa prosegue e per tre giorni, ogni villaggio è paralizzato. L’energia e l’intensità religiosa è fortissima, accentuata dalle movenze dei sacerdoti che si muovono sotto ombrelli multicolori che rappresentano la volta celeste. La varietà cromatica a cui si assiste è stupefacente: i fedeli sono in abito bianco che è il colore tradizionale del Timkat mentre i religiosi sfoggiano preziosi damaschi…
Tombouctou - Essakane
Quando: 10, 11 e 12 Gennaio 2008
Sotto il patrocinio del Ministero della Cultura, e in partenariato con il Ministero dell'Artigianato e del Turismo del Mali, il festival è organizzato dalle associazioni non governative Efès e Aitma in collaborazione con: la Commissione Europea (Mali), Africalia (Belgio), l'Agenzia Intergovernativa per la Francofonia (France), UNESCO (Parigi), Sfinks Festival (Belgio), Comune di Barcellona (Spagna). Creato nel gennaio 2001, il "festival au désert" si svolge annualmente a Essakane, due ore di pista dalla città di Tombouctou. Questo festival si inserisce nell'ambito delle grandi feste tradizionali touaregs, quali Takoubelt a Kidal e Temakannit a Tombouctou, che per molti anni hanno rappresentato un luogo di decisioni e scambio culturale sotto forma di canti e danse touareg, poesie, corse di cammelli, giochi, etc. Oggi, il festival si apre verso l'esterno e accoglie artisti venuti da altre regioni del Mali, d'altri paesi dell'Africa, dell'Europa e di tutto il mondo. Durante 3 giorni, una trentina di gruppi artistici sono invitati a venire dai loro paesi d'origine per presentare la loro arte. In funzione dell'interesse mediatico che suscita e dell'ingente sforzo logistico che richiede, il festival è entrato nella categoria dei Grandi Festival Moderni pur mantenendo la sua dimensione tradizionale. La programmazione artistica dura 3 giorni interi. I tempi forti della giornata devono essere considerati sotto due angolazioni diverse: quella della tradizione e quella della programmazione sul palcoscenico. Le manifestazioni tradizionali si svolgono durante la giornata e incominciano nella mattinata. Si tratta di sfilate, corse di cammelli, "Tindés" (canti femminili tradizionali), esposizioni, conferenze e giochi diversi. Le programmazioni legate ai suoni e alle luci (concerti e animazioni) incominceranno invece appena prima del tramonto.
Natale in Africa
Come gli africani celebrano il Natale
Il Natale è celebrato delle comunità cristiani in tutta l´Africa. Ci sono circa 350 milioni di cristiani in Africa. Al giorno di Natale si cantano molte canzoni. I cristiani copti in Etiopia e in Egitto celebrano il Natale al 7 gennaio, perchè seguono diverso calendario. Non si celebra Kwanzaa in Africa.
I regali
La festa non è tanto vicino alla commercializzazione come in Europa e negli Stati Uniti. Si tocca di più l´aspetto religioso di celebrare la nascita di Gesù e di cantare nelle chiese. La maggioranza dei Africani non hanno la possibilità di comprare qualche regalo a suoi bambini e anche non ci sono tanti negozi per giocattoli.
La cena di Natale
È tipico celebrare la festa a cena con la famiglia e gli amici. Nella maggior parte dei paesi, il Natale è una festa pubblica e la gente utilizza la possibilità di visitare la famiglia e gli amici. In Africa del Nord fa caldo e le spiagge sono piene nel giorno di Natale. In Gana, la cena di Natale non è compiuta senza fufu e la minestra okra; e in Liberia- riso, manzo e biscotti. Sulla tavola degli abitanti di Zimbabwe deve esserci pane, marmellata e te.
La decorazione
Tutti i negozi, i manghi, le chiese, le case sono decorate.
Come possiamo dire Buon Natale
In Akan( Gana) – Afishapa; in Zimbabwe- Merry Kisimusi; in Afrikaans (Africa del Sud) – Geseende Kersfees; in Zulu( Africa del Nord) – Sinifisela Ukhisimusi Omuhle; in Swazi( Swaziland) – Sinifisela Khisimusi Lomuhle; in Sotho ( Lesotho) – Matswalo a Morena a Mabotse; in Swahili( Tanzania, Kenya) – Kuwa na Krismasi njema; in Amharic ( Etiopia ) - Melkam Yelidet Beaal; in Egyptian ( Egitto) – Colo sana wintom tiebeen; in Yoruba ( Nigeria) – E ku odun, e hu iye dun!
Festival della Ashura
Il festival di Ashura si tiene il decimo giorno del mese Muharram che è il primo dell´anno secondo il calendario musulmano. In origine, la festa celebra la Pasqua ebraica e anche la fuga dall´Egitto degli ebrei .
Si celebra anche come il giorno nel quale l´arca di Noè raggiunge la terra. I musulmani digiunano 2 giorni prima l´Ashura. In shi´a islam, con l´Ashura si commemora il Martirio di Ali. Partecipano i giovani che si sottomettono volentieri ai grandi prove fisiche.
Kaapse Klopse
Dove: La città del Capo
Quando: 31 dicembre- 2 gennaio
Kaapse Klopse è il festival musicale che si tiene ogni anno alla Città del Capo, Sudafrica. Più di 13.000 musicista con le faccia bianche attraversano la strada, con vestiti in colori luminosi, con ombrelli colorati o strumenti musicali. Si raggruppano in klopse ( “circoli” o compagnie). I partecipanti sono in prevalenza uomini di colore dalla classe operaia, che parlano in africaans e hanno conservato il costume della metà del 19 secolo.
Anche se gli abitanti della Città del Capo danno il nome Coon Carnival, le autorità locali cambiano il nome del festival al Carnavale Musicale della Città del Capo, poiché i turisti stranieri considerano la parola Coon (sprezzante per i negri) come dispregiativa.
La storia: I musicisti degli Stati Uniti visitano la Città del Capo per la prima volta nel 1848. Questo è 10 anni dopo la fine della schiavitù dalla colonia britannica ( ma molto tempo prima l´emancipazione negli Stati Uniti). I musicisti americani sono bianchi, ma anneriscono i suoi visi con sughero bruciato. Contrariamente, il popolo locale da uomini di colore imbiancano i loro visi e scrivano le canzoni nei quali offendono i suoi ex- proprietari. La maggioranza delle parole descrivono con tono derisorio le persone locali.
Ispirazione: Il carnevale è fonte di ispirazione per la famosa musica locale. Alcune compagnie attirano dei musicisti, quasi professionisti, dalla Città del Capo come suoi principali interpreti. I nomi come Taliep Petersen, Zayn Adams e Robbie Jansen sono tra loro. Alcuni di questi musicisti suonano il così detto “ Cape Jazz” durante tutto l´anno. La loro musica è fonte di orgoglio tra la popolazione di colore nella regione. Per la maggioranza dei musicisti la partecipazione al carnevale della Città del Capo è l´inizio della sua educazione musicale.
Organizzazioni: La maggioranza delle compagnie sono presentate dal Kaapse Karnaval. In due altre organizzazioni (Kaapse Klopse Karnaval Association e Mitchell's Plain Youth Development Minstrel Board) partecipano meno delle compagnie.
Il carnevale oggi: Il festival comincia al 1 gennaio. La festa include parata stradale con canzoni e balli, competizioni di vestiti e processioni sulle strade della città. Dal 2002, il carnevale è sponsorizzato dal governo locale e il business. Nel 2005, il carnevale è quasi annullato, a causa delle dicerie secondo cui mancano delle finanze, e nel 2006 , il carnevale è ufficialmente annullato per lo stesso caso. Ma l´organizzazione continua con le parate e la festa è aperta il 2 gennaio 2006 dal primo ministro Ebrahim Rasool.
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